La nascita

Mentre nel territorio scandiccese erano già presenti e ben radicate la Compagnia di Pubblica Assistenza Humanitas e il Comitato locale della CRI; mancava comunque la presenza di una realtà di Misericordia. Così nel 2006 con un grande impegno del Provveditore della Misericordia di Lastra a Signa, Avv. Alberto Corsinovi e di tutto il Magistrato si è riusciti a raggruppare un nutrito gruppo di persone abitanti a Scandicci che hanno costituito il primo nucleo di Fratelli e Sorelle della Sezione.

Il 23 luglio 2006 viene inaugurata la prima sede della Sezione di Scandicci nei locali di Via Turri, un fondo commerciale di circa 100mq messo a disposizione dalla parrocchia di San Bartolo in Tuto.

I primi passi

La Sezione inizia la sua attività a servizio della comunità: i locali vengono adibiti a centralino/front-office, sala volontari, magazzino e camere volontari. I primi servizi erano svolti con gli unici due mezzi a disposizione: un’ambulanza FIAT Ducato ed un Doblò con pedana.Giorno dopo giorno cresce la richiesta di servizi soprattutto sociali, i primi servizi 118 venivano svolti in estemporanea quando si era liberi dai servizi ordinari prefissati. Crescono anche gli iscritti, estende la sua attività direttiva il Consiglio Direttivo. Si organizzano i percorsi formativi per la formazione dei soccorritori di livello Base, ed autisti. Il 10 febbraio 2007 alla presenza dell’allora Vescovo Ausiliare di Firenze Mons. Claudio Maniago si svolge la Cerimonia di Vestizione di 100 Confratelli e la Benedizione di una nuova autoambulanza FIAT Ducato.

Lo sviluppo

È un periodo di grande crescita sia nel numero di servizi, sia di confratelli e consorelle iscritte alla Misericordia. C’è un grande fermento ed una voglia di crescita che permette di superare le difficoltà che ogni giorno si verificano nella quotidianità dei servizi. Viene affidato alla Sezione un punto PET con ambulanza APS h12 dalle 8 alle 20 convenzionata con 118. Alla fine del 2009 a soli tre anni dalla nascita la Sezione raggiunge 8000 servizi inizia ad essere una presenza importante per la comunità. Inizia la sinergia con le altre associazioni del territorio, viene siglato con la U.I.L.D.M. - Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare un accordo per l’utilizzo di un pulmino con pedana. Con l’insediarsi del nuovo Consiglio Direttivo (2009) parte un rilancio delle attività che vedono crescere la Sezione rendendosi sempre più “indipendente” dalla Sede di Lastra a Signa per tutta una serie di attività; in particolare si sviluppa la formazione con un proprio percorso formativo anche di livello Avanzato svolto in sezione, si rafforza la partecipazione ad eventi istituzionali ed in sinergia con l’Amministrazione Comunale.

La nuova Sede

A 10 anni dall’apertura della Sezione si contano 282 volontari, 3 ambulanze, 3 mezzi attrezzati e 3 autovetture; i servizi svolti superano le 13.000 unità. La sede di via Turri risulta ormai inadeguata per l’attività della Sezione. Dopo un lungo periodo di ricerca viene individuata una nuova sede situata in un immobile indipendente nei pressi di via Caboto. Il 30 ottobre 2016 alla presenza di Mons. Franco Agostinelli, Vescovo di Prato e Assistente Nazione delle Misericordie d’Italia, e del Correttore Don Roberto Falorsi viene inaugurata solennemente la nuova Sede.

I servizi di oggi

La Sezione continua oggi a rappresentare un punto di riferimento per la popolazione affrontando con sempre maggior slancio la promozione e lo sviluppo di nuove attività a carattere sociale. Le potenzialità dei nuovi locali hanno permesso la nascita di studi medici e lo sviluppo dell’attività di onoranze funebre gestite dall’impresa della Misericordia. L’attività della Sezione ha raggiunto i 14.800 servizi annui, mettendo a servizio della comunità 3 ambulanze, 4 mezzi attrezzati e 3 auto per i servizi sociali acquistati nel corso della propria attività con il contributo di privati e in particolare con il grande impegno di tutti i volontari.

Vestizione

La Preparazione
Dopo un periodo di circa sei mesi, il Confratello aspirante, ha modo di prendere coscienza
della vita di Misericordia e degli obblighi che essa comporta. Ha quindi la facoltà di accedere
al cammino che culmina con la Vestizione. È un cammino del tutto libero ed autonomo che
prevede due incontri formativi tenuti dal Correttore, la guida Spirituale della nostra
Misericordia. Questi incontri completano la formazione ricevuta dal punto di vista
spirituale con una riflessione ed un arricchimento personale.  ...

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Mentre la formazione tecnica mira alla preparazione attraverso specifici corsi, la formazione spirituale, aiuta nella ricerca delle motivazioni che hanno portato alla nascita della Misericordia. Sono i valori del donare, di donare una parte di sé a gli altri e delle testimonianze di essere un volontario all’interno di una confraternita cristiana che si ispira al Vangelo. Per una fede che sappia rendersi operosa per mezzo della carità, arrivando ad essere veri e propri “artigiani di misericordia” Papa Francesco – 3 settembre 2016 .
Un’altra presenza di grande aiuto nel cammino di formazione è la figura della madrina o del padrino. Sono due persone facenti parte dell’associazione, che conoscendo da maggior tempo la vita associativa ed i valori in essa espressi, possono essere “adoperati” come guide durante il cammino e come punti di riferimento nella Confraternita.
Il Rito
La cerimonia di Vestizione rappresenta molto bene il punto di arrivo della crescita collettiva e spirituale di un gruppo di persone che hanno scelto di condividere questo percorso insieme. Viene celebrata durante la Santa Messa insieme a tutti i Confratelli e le Consorelle, ma anche a tutta la comunità parrocchiale.
L’aspirante confratello esprime la propria volontà di far parte della Confraternita utilizzando queste parole: “Desideriamo di far parte della Misericordia come Fratelli e Sorelle e di poterne indossare la veste nell'espletamento dei servizi di carità.” Dal Rito della Vestizione Esprime poi la volontà di avere uno stile di vita consono di chi sceglie di partecipare ad una
comunità evangelica, di mantenere viva la fede ricevuta durante il Santo Battesimo e l’amore verso Dio ed il prossimo, di compiere le Opere di Misericordia e di vivere un’assidua vita all’interno della Misericordia contraddistinta da rettitudine e Carità Cristiana.
Il Celebrante interroga gli aspiranti Fratelli carissimi, che avete rinnovato consapevolmente la vostra adesione alla fede del Santo Battesimo, volete renderla operosa con l'impegno accresciuto di una carità sempre più viva?
Tutti rispondono Si, lo vogli.

Il celebrante riprende:
 Volete tendere con più generosità e fermezza al perfetto amore verso Dio e verso il prossimo, seguendo più fedelmente il Vangelo e osservando le Costituzioni di questa Confraternita della Misericordia?
Tutti rispondono Si, lo voglio
 Volete, con l'aiuto di Dio e per amore di Cristo, dedicarvi al diligente servizio dei fratelli e compiere così particolarmente le opere di misericordia, di assistenza agli infermi e ai bisognosi?
Tutti rispondono Si, lo voglio
Volete pure onorare il nome e la veste della Misericordia con rettitudine umana e pietà cristiana e con la partecipazione assidua e attiva alla vita della nostra Confraternita?
Tutti rispondono Si, lo voglio
Appare forte il riferimento alla fede cristiana, in particolare al Sacramento dell’iniziazione cristiana: il Battesimo.
Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d'ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l'accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo si è liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione. Il Battesimo può definirsi il sacramento della rigenerazione cristiana mediante l'acqua e la parola. Durante questo sacramento ci sono alcuni elementi simbolici: la veste bianca, l’immersione nell’acqua, la candela battesimale. La veste bianca significa che il battezzato si è rivestito di Cristo, che egli è risorto con Cristo. La candela, accesa al cero pasquale, significa che Cristo ha illuminato il neofita. In Cristo i battezzati sono «la luce del mondo» (Mt 5,14) .
Durante la cerimonia della Vestizione viene quindi richiesto di riaffermare la volontà di “rivestirsi in Cristo”, di far nuovamente propri quei valori ottenuti nel Battesimo, ricevendo una nuova veste. Particolare significato assume la scelta fatta fin dalla fondazione della nostra Sezione di svolgere la cerimonia di Vestizione la domenica dopo Pasqua. Sia perché in tale giorno si festeggia la Festa della Divina Misericordia, istituita da S. Giovanni Paolo II nel 1992, sia perché quella domenica è anche chiamata “in albis deponendis”. Il richiamo è ai primi tempi della Chiesa, quando il battesimo era amministrato durante la notte di Pasqua, e i battezzandi indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva, fino alla prima domenica dopo Pasqua, detta perciò "domenica in cui si depongono le vesti bianche".
 
La Veste Storica
- La Cappa e la “Buffa”
- Il Cordiglio
- Il Rosario con la Medaglia

 
La veste storica che usiamo durante la Vestizione si compone di una Cappa, di un cappuccio detto “Buffa”, di un cordiglio e di un Rosario che termina con la Medaglia. La veste storica è uguale per tutte le consorelle e i confratelli, la sua struttura che va a coprire qualsiasi segno distintivo di una persona è dovuta al richiamo dell’anonimato imposto alle Opere di Misericordia.
La Cappa è una tunica di stoffa nera che va a coprire l’intera figura, mentre la Buffa è il cappuccio nero che va a ricoprire la testa lasciando soltanto gli occhi visibili.
Il Cordiglio è una corda intrecciata che viene annodata sui fianchi, e simboleggia la povertà umana davanti a Dio. Al Cordiglio viene fissato il Rosario che termina con la Medaglia riportante l’effige della Misericordia.
L’abito esteriore deve essere segno dell’abito interiore, morale, dei Confratelli. La veste riveste il corpo come lo spirito di un Confratello dovrebbe essere rivestito dei sentimenti dell’umiltà, della concordia, della penitenza del cuore, del sacrificio, della preghiera, dell’anonimato del bene.
I candidati si alzano; uno per volta, passano davanti al celebrante, che consegna la veste ad ognuno con queste parole:
N., ricevi la veste della Misericordia, segno e impegno di un fratello esemplare: conservala con cura e portala con fierezza.
 All’inizio del Rito il Celebrante benedice le Vesti ed i Rosari con la preghiera di benedizione affidando chi le indosserà alla protezione della Santissima Vergine Maria e dei santi Tobia e Sebastiano patroni della Confraternita.
A lode della Vergine Maria, Madre di Dio, in memoria dei misteri della vita, morte, e risurrezione di Gesù nostro Divin Redentore, siano benedette e santificate queste corone del santo Rosario.
Benedici, o Signore, queste vesti, che stanno per essere consegnate e portate in onore e per la protezione della Santissima Vergine e dei santi Tobia e Sebastiano. Concedi a coloro che le indosseranno, con l'invocazione del tuo Santo aiuto, lo spirito di fede e la dedizione nella carità, a gloria di Dio e a bene del prossimo. Per Cristo nostro Signore.

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San Sebastiano

Agiografia
Sebastiano, nativo di Narbona e poi cittadino milanese, fu istruito nei principi della fede cristiana. Trasferitosi
a Roma diventò un alto e stimatissimo ufficiale della guardia pretoriana a servizio degli imperatori Diocleziano
e Massimiano. In questo contesto, forte del suo ruolo, poté sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte, approfittando della propria carica
imperiale.  ...

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Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano lo
condannò a morte. Fu legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato, e trafitto da frecce in ogni
parte del corpo. I soldati, al vederlo morente e perforato dai dardi, lo credettero morto e lo abbandonarono
sul luogo in preda degli animali selvatici. Santa Irene di Roma, andò a recuperarne il corpo per dargli sepoltura
ma si accorse che Sebastiano era ancora vivo.
Miracolosamente guarito decise di proclamare la sua fede davanti all’Imperatore. Diocleziano, dopo aver
ascoltato le forti accuse per la persecuzione dei cristiani, rivolte da Sebastiano, comandò che venisse frustato
a morte e il suo corpo gettato in una cloaca (un condotto che raccoglie e scarica i liquidi di rifiuto), perché
non divenisse oggetto di venerazione per i cristiani. La notte dopo il Santo apparve a santa Lucia, le rivelò
dove fosse e le ordinò di seppellirlo nel cimitero “ad catacumbas” della via Appia.
 
Il Patrono
Per questa sua figura di sostegno ai cristiani incarcerati, è stato fin dalla fondazione della Confraternita scelto
come Patrono della Misericordia, che si affida alla Sua protezione.
 
I Panellini benedetti
L’usanza di distribuire risale al 1581 quando, alla Misericordia di Firenze, furono stanziati fondi “per 150 picce
di panellini a Simone fornaio del campanile”, per distribuirli in segno di solidarietà e carità ai bisognosi e
sofferenti. Da quel giorno sono passati più di 400 anni, ma è rimasto immutato lo spirito con il quale andiamo
a compiere quel gesto; segno di una realtà di Carità operosa sul nostro territorio che renda sempre più saldo
il rapporto fra la nostra cominità e la Misericordia.
 
La festa di San Sebastiano oggi
Fin dalla nascita della nostra Sezione abbiamo scelto di vivere la Festa di San Sebastiano riprendendo il gesto
della distribuzione dei panellini benedetti. Per raggiungere il maggior numero di persone, abbiamo scelto di
essere presenti nelle chiese del Vicariato di Scandicci, partecipando alle S. Messe prefestive e del giorno. È
un momento di incontro con le persone che, seppur nella modernità della nostra vita, sentono ancora forte
il legame ad una tradizione che si è mantenuta nei secoli. Una tradizione di Carità operosa che, siamo certi,
continuerà nel corso degli anni avvenire perché come ci ricorda San Paolo “La carità non avrà mai fine“ (1Cor 12,31)

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